Vetri di Alberto Lavoradori

(14 recensioni dei clienti)

29,99

Una Venezia adombrata e silenziosa è frequentata da tre personaggi profondamente diversi fra loro: un artista emarginato, uno spettro custode di un enigma ancestrale e un funzionario che esamina palazzi abbandonati. Pur con intenti diversi, i tre soggetti sono tutti legati alle “Porte Native”, misteriose aperture, disseminate tra calli e fondamenta, oltre le quali matura un insospettabile ed eccentrico prodigio.
“Vetri è un progetto editoriale un pizzico diverso da quelli che vanno per la maggiore”, afferma Alberto Lavoradori.
“Non è un libro, una graphic novel o un albo fotografico. Vetri è un esperimento narrativo che ruba, ai cugini elencati, piccole strategie, ma poi vive e si dipana in modo peculiare, tutto suo, direi… emancipato e astratto.
Sono immagini, o motivazioni, che, a fine percorso, a fine storia, puoi richiudere nella loro confezione, oppure, se qualcuna ti ha particolarmente colpito, puoi appendere…
Vetri è: Leggere. Sperimentare. Decorare.”

Questo libro in portfolio è stato prodotto in 300 copie. La cartella, stampata su carta Performa White da 300 grammi, contiene 56 schede in quadricromia su carta da 170 grammi.

Le prime 13 cartelle sono numerate a numeri romani da I a XIII e contengono una illustrazione originale, firmata dall’Autore, di cui:
– le prime 8 cartelle numerate, dal n. I al n. VIII contengono una illustrazione realizzata a matita, china e acquerello.  
– Le successive 5 cartelle, numerate dal n. IX al n. XIII, contengono una illustrazione originale realizzata a matita, pubblicata nel volume.

Formato: 24 x 32 cm
Pagine: 56 stampate a colori su carta da 170 gr.
Copertina: cartella con bandelle stampata a colori su carta Performa White da 300 gr.
Prezzo: 29,99 euro
Autore: Alberto Lavoradori

Disponibile

Informazioni aggiuntive
Peso 0.4 kg
Tipologia

Fumetti

Cod

14 recensioni per Vetri di Alberto Lavoradori

  1. Claudia Onisto

    Era da tempo che aspettavo il ritorno di Pleasence, personaggio che amo molto, inventato da Alberto Lavoradori. Finalmente l’ho ritrovato in “Vetri” . “Vetri” si può definire “un’esperienza immersiva illustrata”. Sconvolgendo l’assetto prestabilito della graphic novel Lavoradori concede alla potenza del simbolico di avanzare liberamente sul reale; è proprio nella mancanza di vincoli concreti, come l’assenza di rilegatura, il vero piacere creativo della lettura di quest’opera.
    La storia si colloca in una Venezia esaltata per il suo fascino inconfondibile.
    Ma è chiaro che la Venezia in Vetri assume il ruolo di “Luogo – Non Luogo”. E’ la piattaforma di riflessione su un discorso metafisico, esistenziale, è testimonianza spettrale di ancestrali memorie.
    Venezia è il vuoto sull’abisso, è il solido sulla materia liquida, è la fragilità che custodisce un indefinibile e inafferrabile fato informe.
    La città per Lavoradori è metamorfica sostanza che racchiude energie vitali, delicate come vetri. La sorprendente citazione artistica relativa ad Emilio Vedova e al Canaletto esalta l’inesauribile lotta tra scomposizione e ricomposizione, propria della cifra stilistica di Alberto Lavoradori: esiste in tutte le sue opere una tensione capace di trasfigurare il visibile in un concetto non lineare, come lo è il linguaggio dell’arte.
    Pleasence, che qui assume il ruolo di funzionario, è un sopravvissuto al suo tempo, è il fermoimmagine dell’umanità che esiste per indagare l’esistente, ma senza orizzonti. Egli ci conduce lungo un percorso tutt’altro che definito. Si sente l’eco della teoria dell’eterno ritorno di Nietzsche dove molteplici varianti stabiliscono la nostra permanenza non-reale nella contemporaneità. La storia dell’uomo diventa un oggetto di indagine eterna: ciascuno di noi appartiene a ciò che non è più e a ciò che non è ancora, parte di un destino immutabile, fragile come lo è il vetro.

  2. Alessandro

    Comprato. Devo dire che mi ha piacevolmente spiazzato. E’ qualcosa di visionario, filosofico e coraggioso, un prodotto che non ti lascia affatto indifferente. Mai vista una Venezia così originale e inconsueta. Confezione impeccabile e davvero elegante. Ammetto che Segni D’autore non la conoscevo, e allora dico che è una fortuna avere amici che ti segnalano opere di questo tipo. Lo consiglio vivamente.

  3. Samuele Rizzi

    L’ha comprato mia moglie nata a Venezia e appassionata di fumetti, soprattutto quelli ambientati nella sua amata città d’origine. Quando ho visto il prezzo mi sono davvero indispettito. Perché così caro? Motivo? La sua risposta: leggilo. Seppur riluttante, non mi fanno troppo impazzire i fumetti, gli ho dato retta. Vetri, che poi non credo possa essere considerato fumetto, è una forma di lettura sì semplice, ma disseminata di livelli narrativi extra, secondari?, in parte visibili e altri in ombra. Racconta una storia e parallelamente l’annulla, in una specie d’eccentrico effetto straniante. Anche i bei disegni evidenziano tale scelta, sono dettagliati ma sgretolati, drammatici, e mostrano una Venezia davvero inusuale. Direi un prodotto affatto noioso. Volevo fare un post al vetriolo, trenta euro sono soldini di questi tempi, ma mi sono dovuto ricredere, e pure scusarmi con mia moglie.

  4. Filippo Agostini

    Ci sono luoghi come diceva Hugo Pratt dove i veneziani vanno a rifugiarsi quando sono stanchi degli affanni del mondo. La città dipinta da Lavoradori, Venezia o chissà quale, potrebbe essere uno di quelli. Pochi rumori, nessuno in giro se non i protagonisti della piece, perché di piece si tratta, pochi colori, poche parole. Ma molto da osservare e da annusare e da camminare in un viaggio che è fantastico quanto reale, sviluppato come è fra calli e canali. Gli acquerelli sono una prova d’autore magistrale e una bellezza per gli occhi di chi scorre le 52 tavole una dopo l’altra lentamente. Come lentamente si muovono i personaggi nelle storie. Una prova d’autore che riporta il lettore ai tempi magici del fumetto italiano.

  5. Marco Cossa (proprietario verificato)

    VETRI. Già il titolo è qualcosa che spiazza. Poi prendi l'”””albo””” in mano, e il formato stesso, LIBERO (!) ti spiazza. Infine sfogli, leggi, ammiri. Capisci. E non capisci. Pertanto RIFLETTI. Ecco uno degli scopi di quest’opera. Per chi conosce Alberto Lavoradori solo per Pk/Paperinik etc, questa è l’occasione giusta per scoprire altro, espandendo gli orizzonti (e se siete bravi, noterete sicuramente un paio di rimandi all’opera; non voluti forse, ma sta di fatto che a me hanno ricordato quello.. ma non dico altro per non rovinarvi la sorpresa!). Personalmente rient(av)o in questa fascia, e ora vado a documentarmi su Pleasence e il resto!

  6. Gio. B.

    Arrivato e subito letto, nonostante il grattacielo di arretrati. Che dire, tanti complimenti all’autore per l’opera visionaria e complessa e altrettanti all’editore per il coraggio nello sperimentare un formato quantomeno insolito.

    Confesso che la prima lettura mi ha lasciato stordito, troppi stimoli, troppa fretta di vedere quella Venezia distopica. Rileggo con più calma, mi godo le illustrazioni, tutte notevoli e… ecco, non vedo l’ora di saperne di più! A questo punto ci vuole un seguito 🙂

    Ah, l’acquarello (v/xiii) è splendido!

  7. Fabio Colato

    È un’opera potente e spiazzante. Narrazione per immagini in un formato differente, con un portfolio che non lega indissolubilmente tra loro le illustrazioni lasciando la libertà di rimescolare o anche asportare dei frammenti della storia. Questa Venezia distopica eppure nell’anima così vicina a quella reale, qui più intima e scevra del “rumore” umano, vi farà innamorare.

  8. Giulia

    Una grande prova di Lavoradori: una storia e un tratto intensi, che si abbinano perfettamente alle atmosfere affascinanti e misteriose di Venezia!
    Un’opera versatile che si può leggere ma anche esporre e ammirare, per rinnovare di continuo il piacere di averla a casa…
    Grazie allo staff della casa editrice per la cortesia e puntualità di informazione!

  9. Gioele

    Vetri è un’esperienza incredibile. Come se ti entrasse dentro, un dubbio costante, di cui solo noi abbiamo la risposta, dobbiamo cercare dentro di noi, rileggere ancora e ancora, sondando la nostra psiche senza controllo. Nulla mi aveva lasciato tanto interdetto e vivo durante la lettura. Lode ai disegni-dipinti di Lavoradori, immenso. Opera incredibile.

  10. Enrico

    Quando ero piccolo(8-10 anni) dal barbiere leggevo Lancio Story e Skorpio..per cercare donnine nude e disegni sconci..e li mi sono scontrato per la prima volta con i più grandi del fumetto…L’Eternauta! Manara, Pratt e tanti altri..e oggi ho ricevuto quest’opera che mi ricorda un altra generazione di disegnatori, storie di un altra epoca e un tratto dei più grandi…grazie Alberto Lavoradori

  11. Daniele

    Conoscevo già questo autore per i suoi trascorsi Pkappici. Con questo lavoro mi ha proprio stupito. Davvero incredibile Vetri, con una storia enigmatica, filosofica, diversa. Come sfondo c’è poi Venezia, qui spoglia e senza incanto, come nessuno l’ha mai rappresentata o dipinta. Vetri mi ha punzecchiato positivamente. Lo consiglio.

  12. Marco Miani

    Amo Venezia e questo portfolio-comics me l’ha suggerito un amico che abita nella città lagunare. Le immagini mi hanno subito incuriosito, ma poi ho scoperto che Vetri è molto di più di un libro a fumetti. E’ una raffinata esperienza sia come lettura, che come visione, definita da regole tutte sue, mi viene d’aggiungere. Certamente una chicca editoriale espressiva e autentica, a me è piaciuta molto e la consiglio.

  13. Fisbio (proprietario verificato)

    Più volte mi sono domandato quale sia stata la miglior lettura di questa estate ed ogni volta la risposta è sempre stata la stessa: VETRI.

    Sembrerà assurdo leggere questa affermazione da un appassionato 100% Disneyano, ma Alberto Lavoradori ha realizzato qualcosa di unico.

    Sì unico.

    VETRI è un fumetto ma non è un fumetto, VETRI è una graphic novel ma non è una graphic novel, VETRI è un romanzo ma non è un romanzo.

    VETRI è qualcosa di oltre al classico racconto illustrato, è un viaggio nel passato raccontato con delicatezza e amore per la nona arte.

    VETRI è arte? Sì.

    VETRI è un azzardo? Sì.

    VETRI è cambiamento.

    Proprio per questo è unico nel suo genere. Poliedrico.
    Lo puoi leggere come un fumetto, conservare come un portfolio o appenderlo come un quadro.

    Scusate il ritardo.

  14. Manuel Crispo (proprietario verificato)

    Quella di Alberto Lavoradori è una figura eccentrica nel panorama artistico italiano. La sua opera mutagena ha attraversato il fumetto Disney passando per la prosa, il fumetto indipendente, la sperimentazione, sempre ibridandosi, sempre lasciando una traccia di sé, un ricordo indelebile nei lettori.
    Per certi versi Vetri, che giustamente non viene definito “fumetto” ma “portfolio”, è al tempo stesso punto di arrivo e nuovo inizio per Lavoradori, che recupera un proprio vecchio personaggio, Pleasance, come gancio per raccontarci una vicenda misteriosa, arcana. Da Hugo Pratt in poi Venezia è stata la città alchemica per eccellenza, il palcoscenico ideale per opere che esplorino il potenziale (ancor oggi spesso) inespresso del medium-fumetto.
    Vetro vivente, un misterioso ordine monastico, l’eterno ritorno nicciano. In una Venezia mai così spoglia, apparentemente privata della propria magia, la pietra sporca e l’acqua della laguna ci appaiono percorse da un brivido filosofale. Il funzionario Pleasance esamina palazzi vuoti con la solitudine dell’angelo sterminatore, mentre un monaco vaga per le calli regalando a noi lettori scorci architettonici di incredibile potenza visuale. Come dicevo, Vetri non è classificabile come fumetto: si compone di 56 illustrazioni in quadricromia che possono essere enuncleate, appese in camera, mischiate. La narrazione volutamente abbozzata e aperta, il decadente/gotico, l’arte come vampiro, Venezia come creatura. Se fosse un romanzo sarebbe Rayuela o Componibile 62; se fosse un film, sarebbe un film di Lynch o di Buñuel o di David Robert Mitchell o di un regista non ancora nato.
    La complicità del lettore è fondamentale. Lavoradori ha composto un’opera in certo senso interattiva. Ecco perché leggere Vetri è come partecipare a un gioco che consiste nell’aprire una piccola finestra sull’abisso.

Aggiungi una recensione

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *