Disgelo di Alberto Lavoradori – con stampa firmata

(15 recensioni dei clienti)

20,00

Disgelo di Alberto Lavoradori è il terzo lavoro del disegnatore veneziano, prodotto da Edizioni Segni d’Autore, dopo Vetri e Orti, le prime due opere pubblicate, entrambe ambientate a Venezia.

Disgelo è una brossura a colori, formato alla francese, copertina soft touch, con in omaggio una stampa, cm. 23 x 32, tratta dall’opera Vetri e firmata in originale dall’Autore, solo per chi acquista Disgelo sul nostro sito in prevendita.

Disgelo di Alberto Lavoradori, ambientato durante la ritirata dell’Armata di Napoleone dalla Russia, è la storia di un uomo solo, in lotta per la sopravvivenza, in un deserto di ghiaccio ostile, infestato dai Cosacchi a caccia di soldati francesi sbandati, rimasti indietro dopo la disfatta della Grande Armée.

Formato: 23 x 32 cm
Pagine: 56 stampate a colori su carta da 140 gr.
Copertina: brossura soft touch
Cucitura: a filo refe
Prezzo: 20,00 euro
Autore: Alberto Lavoradori

 

Disponibile

15 recensioni per Disgelo di Alberto Lavoradori – con stampa firmata

  1. Giovanni Bonfanti (proprietario verificato)

    Lavoradori, ancora una volta, fa centro. Dopo l’esperimento Vetri, dopo gli Orti e la loro Madre delle Gemme, con Disgelo torna a una forma meno insolita (foliazione francese, seppur in brossura) ma il segno resta il suo: sporco, graffiante, più che mai adatto a una storia che ripeto vedo come un crudo atto d’accusa verso l’insensatezza delle guerre, non importa se napoleoniche o (neo)zariste. Sopravvivere, nel pieno senso etimologico del termine, come unico imperativo, accettando compromessi sempre più disturbanti. Ma non dipende solo da te…

  2. Fabio (proprietario verificato)

    È sempre affascinante addentrarsi un po’ nella mente di Lavoradori attraverso i suoi lavori da autore completo, “Disgelo” non fa eccezione e offre un viaggio che mostra l’insensatezza della guerra e diverse sfumature dell’animo umano con una gelida (vedere i colori per credere) Russia di due secoli fa a fare da sfondo al tutto.

  3. Carlo Moretti

    Riflessione su Disgelo. La cifra dell’albo è l’avventura, quella fatta bene, perché qui quando volti pagina non sai mai cosa succede e resti spiazzato. Dunque, l’esercito di Napoleone alla fine della campagna di Russia è polverizzato e in questo contesto estremo e funesto ci sono migliaia e migliaia di piccolissime vicende umane. Disgelo ne racconta una, e lo fa in modo convincente. Secondo i miei gusti un prodotto asciutto ma molto pungente. Ho notato anche delle citazioni ma sono ben collocate arricchiscono e fanno fiorire emozioni. Coraggioso l’editore e bravo l’autore in questa versione di , nella neve, nella tenebra e nell’anima.

  4. Cent’anni di Nerditudine

    Come si può intuire da titolo e copertina, Lavoradori qui abbandona (momentaneamente?) la sua amata Venezia per addentrarsi in un luogo così lontano ma anche così vicino a noi, vedi gli avvenimenti degli ultimi mesi: la fredda Russia. Una terra che, come saprete, nel corso dei secoli molti hanno provato a conquistare, infatti l’ambientazione di Disgelo è proprio la tragica campagna di Russia di Napoleone, e in particolare il suo drammatico epilogo. L’autore sceglie di raccontare questa disfatta tramite gli occhi di uno dei tanti soldati che vennero abbandonati a sé stessi nella steppa. Il disgraziato trova una baracca, fra l’altro in qualche maniera già “occupata”, per provare a passare l’inverno in attesa proprio del disgelo. Ma gli stenti e i morsi della fame gli fanno vivere diversi sogni o allucinazioni. Si riflette sull’assurdità di tutte le guerre, per un messaggio più che mai attuale e sempre valido. La storia continuerà sempre a ripetersi, con altri uomini che verranno mandati al massacro. Lo stile così originale di Alberto Lavoradori è perfetto per l’ambientazione spettrale e glaciale del racconto. Nelle tavole, impreziosite dal grande formato scelto per il volume, giustamente quasi non esiste il colore, ma tutto è virato verso il grigio della stagione più fredda.
    https://www.nerditudine.it/2023/07/disgelo-alberto-lavoradori.html?sc=1689154946245#c4207637307717760534

  5. Marco Russo

    Disgelo? Voto 10, bellissimo! Albo dove l’avventura è potente, è padrona, dove non ci sono tempi vuoti o inutili fronzoli estetici. Certamente secco e dritto al cuore, almeno per me amante del fumetto non eccessivo. Applauso!!!

  6. Francesco Martino

    Ciao! Mi chiamo Francesco e sono appassionato del fumetto compreso quello storico-educativo. Appena ho scoperto questo albo l’ho preso, il periodo Napoleonico ha eventi e divise che mi piacciono tantissimo. Disgelo però include la storia, seppur in modo corretto, a modo suo, perché qui il vero protagonista è la psicologia. Albo cupo, intenso e atipico ma che mi ha fatto riflettere. Un prodotto fumettistico dal sapore diverso, che non mi aspettavo, ma che mi è piaciuto.

  7. Nicola Selvaggio

    Letto questo bellissimo capolavoro: Lasciatevi travolgere da un viaggio pieno di introspezione, desolazione, lotta per la sopravvivenza e caso! La razionalità può superare l’istinto?

  8. Massimo

    Stupendo! Surreale, spietato, così umano. Bel colpo Alberto!!

  9. Francesco Milani

    Albo preso a Lucca, forse tra i migliori soldi spesi in questa manifestazione. L’autore mi ha anche dedicato, là in presa diretta, un bellissimo acquarello. Storia davvero drammatica, vera e molto coinvolgente. Consiglio, consiglio e consiglio quest’opera. Disgelo è fumetto super top!

  10. Mario Zuca

    Di Lavoradori avevo già comprato Vetri e Orti, che per originalità e bellezza ho amato assai. Questa ultima fatica in terra innevata e gelida di due secoli fa, con quel suo look ostile ma centratissimo, non è da meno. Disgelo è un fumetto tagliente e psicologico, che quasi scavalca l’aspetto storico. Un’opera per chi apprezza la profondità del fumetto e non le gigionerie.

  11. Mauro Antonini

    Narrazione evocativa e potente. Ci vedo un po’ di Kurosawa nel layout. E la storia benché correttamente napoleonica appare facilmente archetipica. Ho decisamente apprezzato.

  12. Michele

    Progetto inusuale, formato gigante, carta di pregio avvolgono una storia glaciale e nichilista in cui le uniche creature con cui confrontarsi nella corsa alla sopravvivenza sono cadaveri e animali. Unici “silenti interlocutori” di un fulcro intorno a cui ruota solo ghiaccio, neve, morte e morsi della fame.
    Alberto scrive in modo sentito e competente, e traccia “pennellate” che enfatizzano il vuoto cosmico e la disperazione scolpendo un senso di tensione continua e palpabile.
    Adotta una palette cromatica che riesce ad evocare un repulsivo sentore marcescente anche se anestetizzato dalla potenza igienizzante del ghiaccio costante.
    Mica poco!

  13. Fabrizio M

    Il gelo eterno delle pianure innevate della Russia, di fronte a cui nessun esercito può resistere, e il gelo nell’animo di un soldato francese che cerca di sopravvivere allo sfaldamento della sua esistenza e di ogni legame umano.
    Lavoradori disegna per sintesi tavole di poche parole, con colori che virano al blu, che permettono al lettore per immaginare, e narra una delle tante storie che compongono la Storia con la S maiuscola, una vicenda meno che minore, eppure significativa, che fa capire come gloria, onore, vittoria siano prive di significato, davanti ai massacri della guerra.
    Un fumetto bello e necessario.

  14. Fabio P.

    Quello che una guerra si porta dietro sopravvissuti e defunti, non sempre per mano nemica. Un racconto intenso sulla sopravvivenza.
    Raccontata ed illustrata molto bene.
    Bravo Lavoradori

  15. Roberto Costa

    Sono capitato in una Ubik d’una stazione ferroviaria del nord, e ho preso un po’ di fumetti, per stemperare tempi e viaggi, sì viaggio spesso. Amo i tascabili per comodità, ma questo albo, tra quelli esposti, mi ha chiamato. Disgelo è un fumetto molto raffinato e fortemente toccante! Mi ha colpito e lo consiglio.

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