Disgelo di Alberto Lavoradori – con stampa firmata

(20 recensioni dei clienti)

20,00

Un soldato in lotta per la sopravvivenza, durante la ritirata dell’Armata di Napoleone dalla Russia. Stampa firmata in omaggio.

Disponibile

Descrizione

Disgelo di Alberto Lavoradori è il terzo lavoro del disegnatore veneziano, prodotto da Edizioni Segni d’Autore, dopo Vetri e Orti, le prime due opere pubblicate, entrambe ambientate a Venezia.

Disgelo è una brossura a colori, formato alla francese, copertina soft touch, con in omaggio una stampa, cm. 23 x 32, tratta dall’opera Vetri e firmata in originale dall’Autore, solo per chi acquista Disgelo sul nostro sito.

Disgelo di Alberto Lavoradori, ambientato durante la ritirata dell’Armata di Napoleone dalla Russia, è la storia di un uomo solo, in lotta per la sopravvivenza, in un deserto di ghiaccio ostile, infestato dai Cosacchi a caccia di soldati francesi sbandati, rimasti indietro dopo la disfatta della Grande Armée.

Formato: 23 x 32 cm
Pagine: 56 stampate a colori su carta da 140 gr.
Copertina: brossura soft touch
Cucitura: a filo refe
Prezzo: 20,00 euro
Autore: Alberto Lavoradori

 

Recensioni (20)

20 recensioni per Disgelo di Alberto Lavoradori – con stampa firmata

  1. Giovanni Bonfanti (proprietario verificato)

    Lavoradori, ancora una volta, fa centro. Dopo l’esperimento Vetri, dopo gli Orti e la loro Madre delle Gemme, con Disgelo torna a una forma meno insolita (foliazione francese, seppur in brossura) ma il segno resta il suo: sporco, graffiante, più che mai adatto a una storia che ripeto vedo come un crudo atto d’accusa verso l’insensatezza delle guerre, non importa se napoleoniche o (neo)zariste. Sopravvivere, nel pieno senso etimologico del termine, come unico imperativo, accettando compromessi sempre più disturbanti. Ma non dipende solo da te…

  2. Fabio (proprietario verificato)

    È sempre affascinante addentrarsi un po’ nella mente di Lavoradori attraverso i suoi lavori da autore completo, “Disgelo” non fa eccezione e offre un viaggio che mostra l’insensatezza della guerra e diverse sfumature dell’animo umano con una gelida (vedere i colori per credere) Russia di due secoli fa a fare da sfondo al tutto.

  3. Carlo Moretti

    Riflessione su Disgelo. La cifra dell’albo è l’avventura, quella fatta bene, perché qui quando volti pagina non sai mai cosa succede e resti spiazzato. Dunque, l’esercito di Napoleone alla fine della campagna di Russia è polverizzato e in questo contesto estremo e funesto ci sono migliaia e migliaia di piccolissime vicende umane. Disgelo ne racconta una, e lo fa in modo convincente. Secondo i miei gusti un prodotto asciutto ma molto pungente. Ho notato anche delle citazioni ma sono ben collocate arricchiscono e fanno fiorire emozioni. Coraggioso l’editore e bravo l’autore in questa versione di , nella neve, nella tenebra e nell’anima.

  4. Cent’anni di Nerditudine

    Come si può intuire da titolo e copertina, Lavoradori qui abbandona (momentaneamente?) la sua amata Venezia per addentrarsi in un luogo così lontano ma anche così vicino a noi, vedi gli avvenimenti degli ultimi mesi: la fredda Russia. Una terra che, come saprete, nel corso dei secoli molti hanno provato a conquistare, infatti l’ambientazione di Disgelo è proprio la tragica campagna di Russia di Napoleone, e in particolare il suo drammatico epilogo. L’autore sceglie di raccontare questa disfatta tramite gli occhi di uno dei tanti soldati che vennero abbandonati a sé stessi nella steppa. Il disgraziato trova una baracca, fra l’altro in qualche maniera già “occupata”, per provare a passare l’inverno in attesa proprio del disgelo. Ma gli stenti e i morsi della fame gli fanno vivere diversi sogni o allucinazioni. Si riflette sull’assurdità di tutte le guerre, per un messaggio più che mai attuale e sempre valido. La storia continuerà sempre a ripetersi, con altri uomini che verranno mandati al massacro. Lo stile così originale di Alberto Lavoradori è perfetto per l’ambientazione spettrale e glaciale del racconto. Nelle tavole, impreziosite dal grande formato scelto per il volume, giustamente quasi non esiste il colore, ma tutto è virato verso il grigio della stagione più fredda.
    https://www.nerditudine.it/2023/07/disgelo-alberto-lavoradori.html?sc=1689154946245#c4207637307717760534

  5. Marco Russo

    Disgelo? Voto 10, bellissimo! Albo dove l’avventura è potente, è padrona, dove non ci sono tempi vuoti o inutili fronzoli estetici. Certamente secco e dritto al cuore, almeno per me amante del fumetto non eccessivo. Applauso!!!

  6. Francesco Martino

    Ciao! Mi chiamo Francesco e sono appassionato del fumetto compreso quello storico-educativo. Appena ho scoperto questo albo l’ho preso, il periodo Napoleonico ha eventi e divise che mi piacciono tantissimo. Disgelo però include la storia, seppur in modo corretto, a modo suo, perché qui il vero protagonista è la psicologia. Albo cupo, intenso e atipico ma che mi ha fatto riflettere. Un prodotto fumettistico dal sapore diverso, che non mi aspettavo, ma che mi è piaciuto.

  7. Nicola Selvaggio

    Letto questo bellissimo capolavoro: Lasciatevi travolgere da un viaggio pieno di introspezione, desolazione, lotta per la sopravvivenza e caso! La razionalità può superare l’istinto?

  8. Massimo

    Stupendo! Surreale, spietato, così umano. Bel colpo Alberto!!

  9. Francesco Milani

    Albo preso a Lucca, forse tra i migliori soldi spesi in questa manifestazione. L’autore mi ha anche dedicato, là in presa diretta, un bellissimo acquarello. Storia davvero drammatica, vera e molto coinvolgente. Consiglio, consiglio e consiglio quest’opera. Disgelo è fumetto super top!

  10. Mario Zuca

    Di Lavoradori avevo già comprato Vetri e Orti, che per originalità e bellezza ho amato assai. Questa ultima fatica in terra innevata e gelida di due secoli fa, con quel suo look ostile ma centratissimo, non è da meno. Disgelo è un fumetto tagliente e psicologico, che quasi scavalca l’aspetto storico. Un’opera per chi apprezza la profondità del fumetto e non le gigionerie.

  11. Mauro Antonini

    Narrazione evocativa e potente. Ci vedo un po’ di Kurosawa nel layout. E la storia benché correttamente napoleonica appare facilmente archetipica. Ho decisamente apprezzato.

  12. Michele

    Progetto inusuale, formato gigante, carta di pregio avvolgono una storia glaciale e nichilista in cui le uniche creature con cui confrontarsi nella corsa alla sopravvivenza sono cadaveri e animali. Unici “silenti interlocutori” di un fulcro intorno a cui ruota solo ghiaccio, neve, morte e morsi della fame.
    Alberto scrive in modo sentito e competente, e traccia “pennellate” che enfatizzano il vuoto cosmico e la disperazione scolpendo un senso di tensione continua e palpabile.
    Adotta una palette cromatica che riesce ad evocare un repulsivo sentore marcescente anche se anestetizzato dalla potenza igienizzante del ghiaccio costante.
    Mica poco!

  13. Fabrizio M

    Il gelo eterno delle pianure innevate della Russia, di fronte a cui nessun esercito può resistere, e il gelo nell’animo di un soldato francese che cerca di sopravvivere allo sfaldamento della sua esistenza e di ogni legame umano.
    Lavoradori disegna per sintesi tavole di poche parole, con colori che virano al blu, che permettono al lettore per immaginare, e narra una delle tante storie che compongono la Storia con la S maiuscola, una vicenda meno che minore, eppure significativa, che fa capire come gloria, onore, vittoria siano prive di significato, davanti ai massacri della guerra.
    Un fumetto bello e necessario.

  14. Fabio P.

    Quello che una guerra si porta dietro sopravvissuti e defunti, non sempre per mano nemica. Un racconto intenso sulla sopravvivenza.
    Raccontata ed illustrata molto bene.
    Bravo Lavoradori

  15. Roberto Costa

    Sono capitato in una Ubik d’una stazione ferroviaria del nord, e ho preso un po’ di fumetti, per stemperare tempi e viaggi, sì viaggio spesso. Amo i tascabili per comodità, ma questo albo, tra quelli esposti, mi ha chiamato. Disgelo è un fumetto molto raffinato e fortemente toccante! Mi ha colpito e lo consiglio.

  16. Cristina Bottegal

    Disgelo è una storia che ti entra dentro e non ti lascia. Un protagonista difficile, ma lungo tutto il suo percorso è impossibile non riconoscerlo come essere umano, quindi, in qualche modo, non troppo distante da noi. Ci si chiede che cosa avrebbe potuto fare di noi la guerra, nella stessa epoca e nelle stesse circostanze.
    Gli acquarelli di Alberto Lavoradori mi sono piaciuti tantissimo, anche perché, come si vede raramente, qui la qualità del disegno e del colore vengono valorizzati da una carta e una stampa impeccabili.

  17. Marco CsR

    Scoperto per caso on line. Albo bellissimo, sapore d’altri tempi, ma con contenuti raffinati e un look moderno e accattivante! Anche l’edizione merita attenzione! Promosso a pieni voti!!!

  18. Rizzo F.

    Scoperto on line, l’argomento storia più comics mi ha sempre attirato e appassionato. Bellissimo fumetto, con contenuti crudi e realistici, e ben confezionato. Alla fine avrei voluto che proseguisse.

  19. Nicola Cappellari

    Leggo Disgelo…
    Spiazzante! Sono passati diversi giorni dalla sua lettura ed ancora non ho capito se mi è piaciuta più la storia o il disegno.
    Cruda Vera Profonda Irritante la prima
    Sporco Immersivo Tragico Sfuocato il secondo.
    Leggi e ricevi un pugno diretto all’anima… e interrompi. Poi non resisti e riprendi: registri, realizzi, respiri fino in fondo. E la tua anima ringrazia.
    Alberto riesce con un “fumetto” a scandagliare la storia rendendoti partecipe e complice.
    Non lo consiglio… lo regalo.
    Grazie Alberto!

  20. Enrico

    Trovato tra gli scontati della fumetteria che frequento. Speso poco, ma Disgelo è albo clamoroso, autentico, e atroce. Scava nell’anima con trama sporca e segni drammatici, per me un lavoro che ha solo qualità, consigliatissimo. Della trilogia ora mi manca solo Cenere, ma è in lista.

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